OGGETTO DELLA SEPARAZIONE E RUOLO DEL GIUDICE

Avvocato Simona Chiari a Brescia

Dall’esperienza maturata in questi anni, e dal confronto con i colleghi che si occupano della materia di famiglia, mi sono resa conto che le coppie in fase di separazione o divorzio o crisi familiare, ripongono una grande aspettativa nei confronti del Tribunale, dando per scontato che il Giudice che dovrà giudicare il loro “caso” risolverà ogni problema che affligga la coppia, dando ragione all’uno piuttosto che all’altro. Qualcuno, addirittura, mi chiede se vinceremo o meno la causa. Ora, a prescindere dal fatto che ritengo non si possa mai parlare di vittoria o sconfitta in termini assoluti quando ci sono in gioco gli interessi delle persone e, soprattutto, dei figli minorenni, così come è doveroso che il difensore si adoperi al meglio per tutelare il proprio assistito facendone valere le ragioni in via esclusiva, devo purtroppo sfatare questo mito e rivelare che il compito assai difficile dei nostri Giudici è quello di dare un nuovo assetto agli equilibri – ora stravolti – della famiglia in crisi, decidendo comunque solo alcune delle – di solito – innumerevoli questioni che vengono portate alla sua attenzione. In effetti il Tribunale, per l’ipotesi di mancato accordo delle parti in lite, ha il dovere di giudicare sulla separazione o sul divorzio giudiziale o, in generale, sulla crisi della famiglia, avendo come obiettivo principale quello di tutelare la prole, decidendo il tipo di affidamento dei figli minori ai genitori (congiunto o esclusivo), nonché il loro collocamento presso di essi e, così, l’assegnazione della casa familiare che, di norma, segue il destino dei figli. Il Giudice, inoltre, stabilirà quali siano le modalità di visita fra il genitore non affidatario ed i figli minori, così come determinerà il mantenimento della prole minorenne e non autosufficiente. Ciò deciso, rimane un’ultima cosa da fare: stabilire se il coniuge “più debole” abbia o meno diritto ad un contributo al suo mantenimento. Dopo aver preso queste decisioni, nella stragrande maggioranza dei casi il compito affidato al Tribunale è praticamente terminato: la separazione è fatta. E allora qualcuno mi domanderà: e tutto il resto? Chi paga il mutuo? Chi mi restituisce i soldi che ho prestato alla mia ex per comprarle la macchina? Chi deciderà quale scuola potrà frequentare mio figlio oppure, in caso di istituto privato o università, cosa accadrà se non ci sono le disponibilità economiche di entrambi per provvedervi? In linea di massima deve rispondersi che tutte le altre questioni diverse dall’affidamento/mantenimento dei figli, ovvero dall’assegnazione della casa coniugale e mantenimento del coniuge, esulano dalla competenza del Tribunale e vengono, pertanto, dichiarate inammissibili dal “Giudice della separazione”. La conclusione è che queste domande potranno, eventualmente, essere sottoposte all’attenzione del Tribunale promuovendo un altro giudizio, con ulteriori spese da sostenere. Diversamente, per l’ipotesi in cui i coniugi siano d’accordo anche su questioni, per così dire, “extra separazione”, sarà possibile integrare la separazione inserendo anche tutte queste ulteriori clausole.

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